Logica nei concorsi: esempi svolti e pratica mista | Quizzone

Logica nei concorsi: esempi svolti e pratica mista

Sillogismi, sequenze e problemi numerici: come allenare la logica dei concorsi partendo da esempi svolti e mescolando i tipi di esercizio.

  • Esempi svolti e pratica mista
  • Logica deduttiva, logica verbale, ragionamento numerico
  • 4 min di lettura

Molti bandi prevedono quesiti di logica: deduttiva, verbale, numerico-matematica. A differenza del diritto, qui non c'è un programma da imparare: c'è un'abilità da allenare. Ed è proprio per questo che la logica mette in difficoltà chi studia solo "leggendo": capire la soluzione di un esercizio già risolto non significa saperne risolvere uno nuovo in un minuto.

Per le materie di ragionamento proponiamo due tecniche che lavorano insieme: partire dagli esempi svolti, e poi allenarsi con la pratica mista, cioè mescolando tipi diversi di esercizi invece di farli a blocchi.

Prima fase: gli esempi svolti

Quando un tipo di esercizio è nuovo, provare a risolverlo da soli per venti minuti è frustrante e insegna poco. Rende molto di più studiare con attenzione due o tre esempi già risolti, passaggio per passaggio, chiedendosi a ogni passo perché si fa quella mossa.

  • Scegli un solo tipo di esercizio (per esempio i sillogismi, le sequenze numeriche o le relazioni di parentela).
  • Studia un esempio svolto e riscrivi con parole tue la regola che usa.
  • Copri la soluzione del secondo esempio e prova a completarla da solo, guardando solo quando ti blocchi.
  • Al terzo esercizio procedi senza aiuti.

Il passaggio graduale dall'esempio completo all'esercizio autonomo evita il sovraccarico: all'inizio la mente deve imparare lo schema, non inventarlo.

Un esempio: il sillogismo

"Tutti i funzionari del settore sono laureati. Alcuni laureati parlano inglese. Quindi alcuni funzionari del settore parlano inglese." La conclusione è corretta? No. Le premesse dicono che i funzionari stanno dentro l'insieme dei laureati, e che una parte dei laureati parla inglese: ma nulla garantisce che quella parte comprenda qualche funzionario. Chi parla inglese potrebbe essere del tutto fuori dal gruppo dei funzionari.

La regola da estrarre da questo esempio vale per moltissimi quesiti: da "tutti A sono B" e "alcuni B sono C" non si può concludere nulla su A e C. Disegnare gli insiemi come cerchi, anche solo mentalmente, rende evidente la trappola in pochi secondi.

Seconda fase: la pratica mista

Una volta presi gli schemi, l'errore più comune è continuare ad allenarsi a blocchi: venti sillogismi, poi venti sequenze, poi venti proporzioni. A blocchi si va veloci, perché si sa già quale regola usare. Ma alla prova le domande arrivano mescolate, e la difficoltà vera è riconoscere al volo di che tipo di problema si tratta.

La pratica mista (in inglese interleaving) consiste proprio in questo: alternare tipi diversi nella stessa sessione. Durante l'allenamento sembra più faticosa e si sbaglia di più, ma la ricerca mostra che prepara meglio alle prove in cui i problemi vanno riconosciuti prima di essere risolti.

  • Dopo le prime sessioni sui singoli tipi, costruisci serie da 15-20 esercizi di tipi diversi, in ordine casuale.
  • Prima di risolvere, dai un nome al tipo di problema: "è un sillogismo", "è una percentuale", "è una serie alternata".
  • Se sbagli, segna se l'errore era di riconoscimento (tipo sbagliato) o di esecuzione (calcolo o passaggio sbagliato): sono due debolezze diverse.

Ragionamento numerico: attenzione alle trappole ricorrenti

I quesiti numerici dei concorsi raramente richiedono matematica difficile; più spesso puntano su distrazioni prevedibili. Un classico: un prezzo aumenta del 10% e poi diminuisce del 10%. Torna al valore iniziale? No: 100 diventa 110, e il 10% di 110 è 11, quindi si arriva a 99. Le percentuali successive si applicano al nuovo valore, non a quello di partenza.

Tieni un elenco delle trappole in cui cadi: percentuali in sequenza, unità di misura diverse, "almeno" confuso con "esattamente", domande formulate al negativo. Rileggerlo prima di ogni simulazione è un ripasso di pochi minuti con un ritorno altissimo.

Gestire il tempo

Nella logica il tempo è spesso il vero avversario. Due regole pratiche:

  • Stabilisci un tetto per quesito (per esempio un minuto e mezzo): superato quello, segna la domanda e passa oltre, per tornarci alla fine.
  • Nelle prove senza penalità per gli errori, non lasciare mai risposte vuote: dopo aver escluso le opzioni impossibili, scegli comunque. Verifica sempre sul bando se sono previste penalità.

Come unirla ai quiz

Le simulazioni complete sono già pratica mista per definizione: domande di logica alternate a quelle delle altre materie, con il tempo contato. Usale dopo aver preso confidenza con gli schemi, non al posto degli esempi svolti. E dopo ogni simulazione, rivedi gli errori di logica chiedendoti se hai sbagliato a riconoscere il problema o a risolverlo: la risposta ti dice se tornare agli esempi svolti o insistere con la pratica mista.

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